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Le festività pasquali in Corsica

Venite a scoprire la Corsica durante la settimana santa!

È un periodo di intensa attività religiosa durante il quale le tradizioni cristiane e i riti antichi diventano dei veri e propri eventi. Ma le feste di Pasqua, sono anche un’opportunità per scoprire i piatti tradizionali. Seguiteci…

Da Nord a Sud, i priori delle confraternite portano i loro santi protettori in processione in tutte le città; ma le processioni non sono uguali in tutte le regioni.

Nel sud dell'isola, la processione più suggestiva è senza dubbio quella del "catenacciu letteralmente " colui che porta le catene ."

 

Appuntamento a Sartène per vivere un momento importante della tradizione corsa.

 

I sartenais perpetuano un’antica tradizione religiosa che risale al XIII° secolo e che sembra sfidare il tempo: “u catenaccciu. Una cerimonia che simboleggia il calvario di Cristo; la sera del Venerdì santo, la città vecchia rivive la passione di Cristo attraverso la processione del catenacciu. La notte scende dolcemente, le finestre si illuminano di candele, le ombre lente si incamminano verso piazza Porta. Le porte a due battenti della chiesa si aprono e la processione esce della chiesa. Il penitente con un passamontagna e le catene ai piedi (17 kg) porta una croce massiccia in legno di quercia che pesa 37 kg  e percorre 1,8 km nella città, un percorso  lungo la strada nel quale  deve cadere tre volte, come cadde Cristo. L'elenco dei volontari del catenacciu è molto lungo; il penitente, di cui solo il sacerdote conosce l'identità, aspetta questo momento per lunghi anni.

Se vi trovate dalle parti di Cargèse, potrete assistere ad un'altra cerimonia.

L’antica colonia greca di Cargèse segue anche lei il suo calendario e i suoi riti pasquali. Si comincia la sera del Venerdì Santo con i canti e le nenie nella chiesa non illuminata. Il Sabato Santo seguono poi le cerimonie che salutano il ritorno della luce con i ceri e a mezzanotte un canto di rito greco ortodosso spiega molto bene il misticismo di questo rito religioso.

Il lunedì di Pasqua, si svolge una processione durante la quale una Santa icona della colonia greca viene esposta nei quattro punti cardinali.

Le due chiese e confraternite, quella di San Antonio di Cargèse e quella di San Spiridion, che sorgono una di fronte all’altra, a dispetto delle loro differenze rituali, “partecipano insieme alla processione" anche se una è cattolica e l’altra ortodossa; infine anche la confraternita di San Antonio di Piana si unisce al corteo.

A Bonifacio :  

I membri delle cinque confraternite camminano in processione per le vie della città, attraverso strade secondarie e poi tornano nella chiesa parrocchiale dove viene impartita la benedizione dell'insigne reliquia di Santa Croce. Ogni confraternita porta delle reliquie e delle sculture di santi in stile barocco su delle teche in legno illuminate da fiaccole e lanterne. Canti tradizionali e riti pagani sottolineano l'aspetto mistico di queste processioni.

Se vi trovate dalle parti di Bastia o in Balagne

Seguite la "Granitula”, una processione che procede a spirale. I penitenti partono la mattina. Vanno cantando di villaggio in villaggio e da una chiesa all’altra, lungo il percorso la processione si  muove a  spirale avvolgendosi su se stessa davanti ad ogni sagrato. Un’altra cerimonia molto suggestiva e tipica da non perdere, è la" Parata " che ha luogo la sera del Venerdì Santo. La cerimonia si svolge di notte fra due paesini illuminati da candele, infatti le case e le vie vengono illuminate dalle candele sistemate sui bordi delle finestre. Durante la Parata, la popolazione del paese si dispone intorno alle mura formando così un cordone d’onore dove passa la processione del villaggio ospite. Poi, dopo una visita al “sepolcro” accompagnata da canti, si svolge una cerimonia identica nell’altro villaggio.

La Pasqua in Corsica è anche l’occasione per conoscere la nostra gastronomia, i sapori del terroir e condividere le nostre tradizioni insulari

 

Minestra di ceci all’aglio, lasagne al brocciu o zuppa di baccalà ai fagioli bianchi, sono ipiatti tradizionali che vengono preparati il Venerdì Santo.

Spezzatini, zuppe e  "panzarotti"  o ancora "  fritelli”, ricette tradizionali pasquali del nord della Corsica, ricette a base di farina di ceci e preparate nel rispetto della Bibbia in cui si  racconta che prima di entrare a Gerusalemme Cristo abbia attraversato un campo di grano.

Il giorno di Pasqua, degusterete un arrosto di capretto al forno o un ragù di agnello " piverunata di agnellu ."

Come dessert, da non perdere il cacavellu o chiamato anche  campanile in base alle varie regioni, un pane dolce a forma di corona o di campana aromatizzatoall’anice  e all’acqua di vite, nella cui pasta prima della cotture vengono aggiunte delle uova sode.

Questo dolce segnava la fine della quaresima e permetteva di consumare le uova che non erano state mangiate durante i 40 giorni della Quaresima, poiché in quel periodo erano vietate. La leggenda racconta che le uova venivano offerte ai bambini per simboleggiare la vita e la speranza. La tradizione è rimasta uguale, ma oggi, le uova che decorano i cacavelli vengono consumate dai bambini durante la merenda, o durante il picnic del lunedì di Pasqua..

E per celebrare Pasqua come si deve, ecco la ricetta del  nostro  cacavellu

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